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Ruffano
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mwhaRuffano (mwhqRufànu in mwhgdialetto salentino; Ρουφάνα, mwhwRufàna in mwiagreco salentinocite-ref-4[4]) è un mwjqcomune italiano di mwjg9 197 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwprovincia di Lecce in mwlaPuglia. Si trova nel basso mwlqSalento, nel territorio delle mwlgserre salentine.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Frazioni
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il territorio del comune di Ruffano, che si estende per 38,82mwna km², è situato al centro del basso mwnqSalento. Il centro abitato sorge a 127 mwngm s.l.m. sui modesti rilievi delle mwnwserre salentine caratterizzanti gran parte dell'intero territorio comunale che risulta compreso tra i 96 e i 179 mwoam s.l.m. La Serra di Ruffano, ricca di vegetazione tipica della mwoqmacchia mediterranea, ospita numerose grotte e anfratti naturali, alcuni dei quali abitati sin dall'mwogetà paleolitica e riconvertiti in luoghi di culto cristiano dai mwowBasiliani.
Confina a nord con i comuni di mwpqCasarano e mwpgSupersano, a est con i comuni di mwpwMontesano Salentino e mwqaMiggiano, a sud-est con il comune di mwqqSpecchia, a sud con il comune di mwqgPresicce-Acquarica, a sud-ovest con il comune di mwqwTaurisano, a ovest con il comune di mwraUgento.
• mwrwClassificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Dal punto di vista meteorologico Ruffano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mwsgmediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la mwswtemperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +10,2mwta °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +36,8mwtq °C. Le mwtgprecipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 94mwtw mm, presentano un minimo in mwuaprimavera-mwuqestate ed un picco in mwugautunno-mwuwinverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle mwvqserre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolacite-ref-5[5].
| Ruffano | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ruffano | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 13,0 | 13,0 | 16,0 | 19,0 | 24,0 | 28,0 | 31,0 | 31,0 | 27,0 | 22,0 | 17,0 | 14,0 | 13,3 | 19,7 | 30,0 | 22,0 | 21,3 |
| T. min. media ( °C ) | 5,0 | 5,0 | 6,0 | 9,0 | 12,0 | 16,0 | 19,0 | 19,0 | 17,0 | 13,0 | 9,0 | 6,0 | 5,3 | 9,0 | 18,0 | 13,0 | 11,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 63 | 54 | 68 | 38 | 28 | 20 | 18 | 32 | 54 | 81 | 91 | 81 | 198 | 134 | 70 | 226 | 628 |
| Umidità relativa media (%) | 82,0 | 77,0 | 75,0 | 74,0 | 70,0 | 66,0 | 63,0 | 67,0 | 71,0 | 77,0 | 81,0 | 83,0 | 80,7 | 73,0 | 65,3 | 76,3 | 73,8 |
• mwxqClassificazione climatica di Ruffano:cite-ref-6[6]
• mwzaZona climatica: C
• mwzgGradi giorno: 1362
Storia
Notizie certe sulla nascita del primo villaggio si possono avere a cominciare dalla mwagcaduta dell'Impero romano d'Occidente in poi, quando la mwawTerra d'Otranto dovette subire, dal mwbaV all'mwbqXI secolo, un lungo periodo di guerre e distruzioni ad opera dei diversi popoli che si avvicendarono nella mwbgpenisola salentina (mwbwBarbari, mwcaSaraceni, ecc.) Questo stato di soggezione e disagio durò anche sotto il mwcqPrincipato di Taranto, a cui Ruffano appartenne sino al mwcg1463. In seguito divenne feudo dei Ruffa, dei Colonna, degli Antoglietta, dei Falconi, dei Filomarino, dei mwcwBrancaccio e, in ultimo, dei Ferrante che diedero notevole lustro e prestigio alla città.
Le ipotesi circa le origini del nome sono due: «…da un centurione di nome Ruffo il quale ebbe in sorte questa terra con l'occupazione romana del Salento»cite-ref-7[7] oppure, secondo le ipotesi sostenute dal vescovo mweqGiuseppe Ruotolo, dalla voce italica mwegRufus o mwewRubus o, più probabilmente, dal latino mwfaRubis, per il fatto che questo luogo era pieno di rovi o anche di frutti.
Un'altra famiglia molto importante che ha vissuto a Ruffano è stata ed è la famiglia Castriota Scanderbegmwfg ; Giorgio Castriota Scanderbeg omonimo del noto condottiero, mori nell'anno 1846, dopo aver ricoperto la carica di giudice della Gran Corte Criminale di Avellino e poi di Lecce. Dopo la morte del padre, Carlotta e i figli usarono spesso soggiornare a Taurisano, a sud di Lecce, dove la famiglia Lopez y Royo conservava vasti possedimenti. Dai contatti con la nobiltà locale, il 1870 derivò il matrimonio tra il primogenito di Giorgio e Carlotta, Alessandro, e Maria Mariglia, figlia di Cesare e di Marianna d'Amore, dei marchesi di Ugento e Principi di Ruffano. Fu a causa di questo matrimonio che Alessandro si trasferì appunto a Ruffano, abitando il cinquecentesco palazzo Mariglia, ristrutturato nel corso dell'Ottocento, e tuttora residenza della famiglia Castriota Scanderbeg. Figlio unigenito di Alessandro e Maria Mariglia fu un altro omonimo Giorgio Castriota Scanderbeg, battezzato in Ruffano il 13 dicembre 1871; ottenne per sé il privilegio, poi esteso agli altri membri familiari e alla servitù, di udir messa e potersi comunicare nella cappella privata del palazzo di Ruffano. Nel 1895 sposò Francesca Bottari, dei baroni di Paretalto, e nel quadriennio 1897 - 1900 ricoprì la carica di sindaco di Ruffano.cite-ref-8[8]
Simboli
Lo stemma è stato concesso assieme al gonfalone con mwiqdecreto del presidente della Repubblica del 26 aprile 1991.cite-ref-9[9]
Esso raffigura tre collinette: quella centrale è fiammeggiante e su tutto campeggia una R maiuscola, iniziale del nome della cittadina, sormontata da una corona marchionale. I tre rilievi riprodotti simboleggiano le mwjwserre salentine, sulle cui pendici sorge Ruffano. La fiamma che si alza dalla collina centrale è simbolo di purificazione e di amore, immagine dello spirito e della trascendenza.cite-ref-10[10] Si dice che le tre colline rappresentino "La Serra" che unisce Ruffano con Supersano, la cittadina, e il mwlaMucurune (in dialetto salentino).
Il gonfalone è un drappo di giallo.cite-ref-11[11]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa madre della Natività della Beata Maria Vergine
La mwpwchiesa matrice, dedicata alla mwqaNatività della Beata Maria Vergine, fu edificata tra il mwqq1706 e il mwqg1713 sul sito della vecchia chiesa di rito greco.
La sua edificazione si deve all'impulso religioso delle confraternite del SS. Rosario e del SS. Sacramento e al contributo corale del popolo. I lavori furono affidati ai mastri mwramartanesi Ignazio e Valerio Margoleo. Nel mwrq1716 fu edificata la sacrestia e nel mwrg1725 la torre dell'orologio sulla porta secondaria.
A croce latina, nella navata si aprono le cappelle dei sei altari barocchi finemente scolpiti in mwsapietra leccese. Dal mwsq1765 al mwsg1776 il pittore ruffanese Saverio Lillo arricchisce le pareti della chiesa con le mwswVirtù che inquadrano gli altari laterali; la tela ottagonale del mwtatransetto che raffigura la mwtqNatività di Maria; le grandi tele del mwtgpresbiterio che raffigurano il mwtwmwuaCastigo di Core, mwuqEliodoro scacciato dal tempio e la mwugRegina di Saba; mwuwSant'Antonio e miracolo della mula nel braccio destro del transetto; mwvaGesù che scaccia i mercanti dal tempio nella controfacciata.
Entrando dalla porta maggiore, a sinistra è presente l'altare di mwvgmwvwSant'Elia, eretto nel mwwa1722 dal carmelitano Domenico Salvatore Cirillo, con al centro la statua lapidea del santo. Di fronte vi è l'altare del mwwqCrocefisso contenente la tela della mwwgCrocifissione, opera del Lillo del mwww1776. Segue sullo stesso lato l'altare della Misericordia realizzato nel mwxa1722 dallo scultore Gaetano Carrone di mwxqCorigliano d'Otranto. Di fronte a quest'altare vi è quello della mwxgMadonna Immacolata del mwxw1713. Segue l'altare di mwyaSant'Antonio da Padova, fondato nel mwyq1724 per devozione di Anna Basurto, principessa di Ruffano. Nella nicchia è la statua lignea del santo, mentre nel fastigio vi è il gruppo scultoreo della mwygMadonna col Bambino che consegna un panetto a sant'Antonio. Di fronte a questo vi è l'altare del mwywCarmine (o del Purgatorio), del mwza1722, di patronato della famiglia Mogavero.
Gli altari del transetto sono quelli del SS. Sacramento a destra e del SS. Rosario a sinistra, eretti per conto delle confraternite omonime. L'altare del SS. Sacramento, opera del Carrone, rappresenta il trionfo del mw0gbarocco in quanto è il più ricco e fastoso della chiesa. Al centro risalta la tela dellmw0w'mw1aUltima Cena. Di fronte vi è quello del SS. Rosario, più sobrio del precedente, nei motivi ornamentali, con al centro la statua lignea della mw1qmw1gMadonna del Rosario circondata dalle quindici formelle dei mw1wMisteri del Rosario del Lillo. L'antico altare maggiore, ora collocato in sacrestia, è stato sostituito nell'mw2aOttocento. Quest'ultimo, in seguito agli ultimi lavori di restauro dell'edificio, è stato posizionato nella cappella del Santissimo. La chiesa conserva pregevoli opere lignee; il mw2qcoro a ventinove stalli, il mw2gpulpito, il busto di mw2wmw3aSan Matteo. Pregevole è la statua in lamina d'argento di mw3qSant'Antonio da Padova'", eseguita dal napoletano Sebastiano Ajello nel mw3g1791.
Negli ultimi restauri in sacrestia (mw4a1996) e nell'area sottostante la chiesa (mw4q2002) sono emerse le fondamenta di vecchie case (abbattute per la costruzione della nuova chiesa), le fosse di sepolture e tracce dell'antica chiesa tardo-quattrocentesca: aree che il visitatore può accedere da una scalinata. La cappella ipogea, al centro delle camere mortuarie, è stata realizzata nel corso degli ultimi lavori di restauro e manutenzione del tempio.
Nel braccio sinistro del transetto, nell'apposita mw4wcantoria, si trova l'mw5aorgano a canne mw5qRuffatti, del mw5g1970, con consolle indipendente a pavimento. A mw5wtrasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una mw6apedaliera concavo-radiale di 30.
Chiesa della Madonna del Carmine
Il sito occupato dalla chiesa della Madonna del Carmine è da secoli un punto di riferimento religioso per la comunità locale, dapprima con la chiesa rupestre, in seguito con la chiesa di San Marco e infine con l'attuale edificio sacro. La chiesa rupestre, accessibile dalla navata, risale al mw7wXII secolo e costituì un importante luogo di culto bizantino. Scavata nella roccia e a forma circolare, conserva ancora tracce degli affreschi e di alcune sepolture ricavate nel piano di calpestio. Nel mw8aXVI secolo venne sovrapposta alla chiesa rupestre una costruzione mw8qsub divo dedicata a mw8gsan Marco che, per circa due secoli, fu considerata la più importante del paese. In seguito al trasferimento della confraternita del Carmine nella seconda metà del mw8wXVII secolo, la chiesa venne presto abbattuta per fare posto nel mw9a1713, all'attuale. Quest'ultima, accessibile attraverso un portale barocco, si presenta a navata unica e custodisce all'interno un altare maggiore in stile barocco e due pale ottocentesche poste sui due altari laterali (di cui una raffigurante la mw9qMorte di san Giuseppe, datata mw9g1832 e firmata da Rachele Lillo, figlia di Saverio). Negli mw9wanni sessanta del secolo scorso fu sottoposta a numerosi lavori di ampliamento della struttura e di restauro delle opere in essa contenute. Attualmente è chiusa a causa del ritrovamento di un'altra cripta sottostante alla chiesa
Chiesa San Francesco e Convento dei Cappuccini
La chiesa di San Francesco d'Assisi, accorpata al convento dei mw-gCappuccini, risale al mw-w1621. Inizialmente dedicata a sant'Antonio di Padova, la chiesa presenta un'architettura estremamente semplice tipica delle costruzioni francescane. L'interno, a due navate comunicanti attraverso archi poggianti su grossi pilastri, presenta una mwaqacopertura a vela e termina con il mwaqepresbiterio delimitato da un grande arco trionfale dove campeggia lo stemma dell'ordine francescano. La chiesa è dotata di sette altari; il maggiore con tela del mwaqiXVIII secolo raffigurante lmwaqm'mwaqqmwaquAssunta e i laterali dedicati a mwaqysant'Antonio da Padova, al mwaqcSacro Cuore, al Crocefisso, a mwaqgsan Francesco d'Assisi, alla mwaqkPorziuncola e a mwaqosan Fedele. Oltre alle tele degli altari, sono presenti le tele dellmwaqs'mwaqwmwaq0Angelo Custode e di mwaq4mwaq8San Michele Arcangelo e dipinti seicenteschi, di scuola francescana, fra cui una mwaraDeposizione. Ai lati del presbiterio sono posizionate le statue lapidee di mwaremwariSan Pietro e di mwarmmwarqSan Paolo. Una mwarucantoria sormonta la porta d'ingresso.
Chiesa Madonna del Buon Consiglio
La chiesa della Madonna del Buon Consiglio sorge sul luogo della grancia basiliana del mwargXIV secolo dedicata a mwarksan Foca che fu la prima parrocchiale di Ruffano fino ai primi decenni del mwaroCinquecento. L'antico edificio di rito greco fu demolito nel mwars1845 per far posto alla nuova costruzione ultimata nel mwarw1867.
La chiesa, in mwar4stile neoclassico, è ad una sola navata terminante nel presbiterio. L'altare maggiore ospita la tela della mwar8Madonna del Buon Consiglio in cui è raffigurato il donante, Deodato Metafune, il fondatore della confraternita promotrice della costruzione della chiesa. Nella navata sono presenti cinque altari laterali (tre a destra e due a sinistra) intitolati a mwasasan Michele Arcangelo, a mwasesan Rocco, a mwasiMaria Addolorata, a Maria Rifugio dei Peccatori e alla mwasmMadonna del Carmelo.
Chiesa dell'Annunziata
La chiesa dell'Annunziata, voluta dalla locale famiglia dei Riccio, fu edificata nel mwasoXVII secolo sull'impianto di un'omonima cappella di rito greco. Al mwass1699 risale il dipinto dellmwasw'mwas0mwas4Annunciazione posto sull'unico altare della chiesa. Nei primi decenni dell'mwas8Ottocento la struttura fu interessata da un radicale intervento di restauro che le conferì l'attuale aspetto neoclassico. Ottocenteschi sono l'mwataorgano a canne, il doppio mwatecoro ligneo, il pavimento e l'altare in marmo.
Chiesa di San Francesco da Paola
La chiesa di San Francesco da Paola, attualmente di proprietà privata, venne edificata nel mwatq1709 per volere del parroco del tempo Antonio d'Alessandro. Il piccolo edificio, situato nell'omonima piazza, possiede un semplice prospetto con porta d'ingresso sormontata dalla statua del santo e mwatucampanile a vela. L'interno, a pianta quadrata, custodisce la settecentesca statua lignea di mwatymwatcSan Francesco da Paola e un pavimento mwatgmaiolicato, pure del mwatkSettecento.
Chiesa della Madonna Addolorata
La chiesa della Madonna Addolorata fu eretta dalla famiglia Saetta-Rizzuni nella metà dell'Ottocento. Inquadrata da due robuste mwatwparaste, la facciata è impreziosita da una nicchia contenente la statua in pietra della mwat0mwat4Vergine Addolorata che sorregge il corpo esanime di Cristo. L'interno, dotato di pavimentazione mwat8musiva realizzata nel mwaua1926, conserva l'altare maggiore e due tele di cui una raffigurante la mwaueCrocifissione.
Chiesa della Madonna della Serra
La chiesa della Madonna della Serra risale al mwauwXVI secolo, ma fu radicalmente restaurata nel mwau01648 dal principe Carlo Brancaccio e poi verso il mwau81831.
Ai restauri ottocenteschi si deve l'interno con volta a stella e l'unico mwavealtare in pietra leccese su cui è presente un'immagine recente della mwaviVergine. Su un pilastro è conservato un affresco cinquecentesco, ritoccato nel mwavmXVIII secolo, raffigurante la mwavqMadonna del Latte: leggermente inclinata e avvolta nei suoi ampi panneggi, la Vergine stringe con la mano sinistra il Bambino adagiato su un cuscino azzurro decorato da galloni e fiocchi dorati, mentre con la destra gli porge la mammella.
L'esterno evidenzia le due diverse fasi costruttive che oggi caratterizzano l'edificio. La parte anteriore presenta una mwavyfacciata in mwavcconci tufacei realizzata nella seconda metà del mwavgSettecento e ripresa durante i restauri del mwavk1831 con il mwavofrontone spezzato e il piccolo mwavscampanile a vela che sovrasta la mwavwmonofora mwav0strombata. Più antico è il corpo posteriore.
Cripta del Crocifisso
Situata in aperta campagna, al confine con il comune di mwawqCasarano, la mwawucripta del mwawyCrocefisso o di Santa Costantina è un ambiente ipogeo naturale trasformato in luogo di culto dai bizantini nell'mwawcXI secolo. Nonostante ricada in territorio ruffanese e sotto la giurisdizione ecclesiale della chiesa madre di Ruffano, la cripta è stata da sempre ritenuta parte integrante della città di Casarano per via della lontananza dal centro abitato.
La zona circostante la cripta, nelle cui vicinanze sono ancora presenti i ruderi dell'antico convento appartenuto dapprima ai mwawkmonaci basiliani e successivamente agli mwawoOlivetani, rappresenta un importante sito preistorico, storico e naturalistico. Graffiti di mwawsepoca paleolitica e fossili risalenti a comunità del periodo mwawwNeolitico convivono con le affrescate pareti della grotta. Degli affreschi bizantini si ricordano quello del mwaw0Cristo Crocifisso con mwaw4san Giovanni Apostolo e mwaw8Maria Addolorata e quello raffigurante mwaxaSanta mwaxeCostantina.
Altre chiese
• Cappella di Santa Maria di Costantinopoli – di gusto tardorinascimentale, venne realizzata nel mwaxu1639, data riportata sulla facciata. Attualmente ospita l'ufficio di Polizia Municipale.
• Cappella Santa Maria ad Nives – di epoca bizantina, fu ristrutturata nel Settecento e successivamente restaurata nelle forme attuali nel mwaxoXX secolo. Conserva deboli tracce di affreschi bizantini.
Architetture militari
Castello Brancaccio
Sorto sulla zona più elevata dell'abitato, il castello (ora palazzo Pizzolante-Leuzzi) è composto da un nucleo più antico (tardo quattrocentesco) e da una parte aggiornata in epoca barocca. Frutto della sedimentazione di diversi interventi che nel tempo hanno modificato l'originaria fisionomia castellana, la residenza conserva l'assetto e l'impianto tipologico e distributivo conferitole, nella prima metà del Seicento, dalla famiglia Brancaccio.cite-ref-12[12]
Gli interventi realizzati tra il 1626 e il 1654 interessarono i volumi interni e soprattutto lo splendido cortile ad arcate sovrapposte, impreziosito da una panoplia militaresca che riveste gli estradossi degli archi e i pilastrini della balaustra con elmi, scudi, corazze, faretre e armi da fuoco, mentre le pareti del loggiato superiore furono decorate da un fregio affrescato con scene di soggetto mitologico (oggi fortemente deteriorate). Allogata in una nicchia a giorno è la statua del capostipite Rinaldo Brancaccio, accompagnata dai presunti ritratti in bassorilievo del figlio Ferdinando e del nipote Carlo. Autore dell'apparato plastico del cortile fu lo scultore leccese Angelo Ricciardo, come rivela la memoria epigrafica riportata in uno scudo ovale sulla trabeazione superiore: “M[ASTRO] ANGELO RICCIARDO / DI LECCE SCOLPIVA / 1654”.cite-ref-13[13]
Al 1657 circa è databile la cosiddetta “Loggia Brancaccio”, un collegamento a giorno che scavalca vico del Popolo, unendo la residenza feudale con la vicina Matrice.cite-ref-14[14]
Ulteriori interventi si collocano tra Sei e Settecento, quando il feudo passò dai Brancaccio alla famiglia d'Amore; a questo periodo risale l'edificazione di un lungo corpo terrazzato su piazza S. Francesco, ornato da una teoria di arcate con paraste a bugne. Nel 1753 ai principi d'Amore si avvicendarono i marchesi Ferrante, che apposero il proprio stemma sull'adiacente porta urbica e sul portale d'ingresso al palazzo.cite-ref-15[15] La residenza fu infine acquistata nel 1835 da Antonio Leuzzi di Latiano, i cui discendenti ne sono tuttora proprietari.
Siti archeologici
Grotta della Trinità
Di origine naturale, la grotta fu frequentata sin dal mwazgNeolitico. L'ipogeo, lungo complessivamente 23 metri, è costituito da un ambiente iniziale dal quale, attraverso uno stretto cunicolo, si giunge nella parte più profonda della grotta. I rinvenimenti di ceramica hanno potuto constatare che la grotta è stata abitata ininterrottamente dal periodo neolitico fino al mwazkMedioevo. A partire dal mwazoIX secolo è stata utilizzata da monaci eremiti e successivamente, dall'mwazsXI secolo, fu trasformata in luogo di culto come testimoniano i resti di affreschi bizantini.
Altre Grotte
• Grotta di Santa Lucia
• Grotta Loredana
Aree naturali
Bosco Occhiazzi
Esteso per circa due ettari, è caratterizzato da una vegetazione costituita principalmente da mwaasmacchia mediterranea. L'intera zona boschiva, riparo di numerose specie di insetti, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, è stata recentemente riqualificata e attrezzata attraverso il contribuito del Programma mwaawLEADER + del GAL Capo Santa Maria di Leuca.
Collina Madonna della Serra
La Collina mwaa8Madonna della Serra è un modesto rilievo facente parte delle mwabaserre salentine, la cui altitudine supera di poco i 175 mwabemetri s.l.m. La collina è ricca di vegetazione e fauna. La mwabimacchia mediterranea è presente in quantità esagerata con numerose varietà di piante fra cui: il mwabmleccio, il mwabqcorbezzolo, il mwabuginepro rosso, il mwabylentisco, l'mwabcerica, l'mwabgeuforbia, il mwabkmirto, la mwaboginestra e il mwabsrosmarino.
Su questo rilievo sorge l'omonima chiesa e una torre di avvistamento del mwab0XVI secolo, costruita dagli mwab4Aragonesi dopo l'assedio di mwab8Otranto da parte dei mwacaSaraceni avvenuto nel mwace1480. La torre, adibita nel corso dei secoli a vari usi, da ricovero per i pellegrini e gli animali, a residenza estiva e anche a rifugio per cacciatori, è stata recuperata e adibita a centro visita/aula didattica al servizio del Parco Naturalistico Bosco Occhiazzi-Madonna della Serra attraverso strumenti didattici ed espositivi.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Lingue e dialetti
Il dialetto parlato a Ruffano è il mwaeadialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle mwaeelingue romanze e classificato nel mwaeigruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: mwaemmessapi, mwaeqgreci, mwaeuromani, mwaeybizantini, mwaeclongobardi, mwaegnormanni, mwaekalbanesi, mwaeofrancesi, mwaesspagnoli.
Geografia antropica
Frazioni
L'unica mwafqfrazione di Ruffano è mwafuTorrepaduli. La frazione è nota per la danza scherma, particolare tipo di mwafcpizzica, che mima nelle sue movenze, scandite dal suono ritmico ed ossessivo del tamburello, un duello tra due contendenti che si tiene all'interno di un cerchio delimitato dalla folla che vi assiste (ronda), in cui, inoltre, l'arma di offesa (coltello) viene sostituita dalle dita indice e medio della mano e che richiama numerosi fedeli e turisti, oltre a studiosi di questo evento unico, in occasione dei festeggiamenti in onore di mwafgSan Rocco (15-16 agosto). In un passato non tanto lontano la danza veniva condotta con armi vere e non erano poche le persone che dovevano fare ricorso alle cure dei Medici per ferite più o meno importanti. Oggi rimane l'aspetto folcloristico che, comunque, fa rivivere alle migliaia di persone che intervengono ogni anno, gremendo il piazzale antistante il Santuario di S. Rocco, il clima di "resa dei conti" che animava in passato i contendenti che si davano appuntamento proprio a Torrepaduli il 15 di agosto per sanare precedenti "divergenze d'opinioni" e vecchie "ruggini".
Economia
Artigianato
Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle mwafwartigianali, che si distinguono per l'arte della mwaf0tessitura, del mwaf4ricamo, della mwaf8ceramica, della mwagaterracotta, oltreché per la lavorazione dei metalli.cite-ref-aci-18-0[18]
Infrastrutture e trasporti
Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
• mwag4Strada statale 275 Maglie-mwag8Santa Maria di Leuca uscita per Ruffano.
Il centro è anche raggiungibile dalla mwaheSP374 mwahiMiggiano-mwahmTaurisano e dalle strade provinciali interne: mwahqSP71 Ruffano-mwahuCasarano, mwahySP164 Ruffano-mwahcSpongano, mwahgSP172 Ruffano-mwahkSurano, mwahoSP176 Ruffano-mwahsTaurisano, mwahwSP179 Ruffano-mwah0Montesano Salentino, mwah4SP362 Ruffano-mwah8Supersano.
Ferrovie
La stazione ferroviaria più vicina è quella di mwaiiCasarano posta sulla linee mwaimGallipoli-Casarano e mwaiqNovoli-Gagliano del Capo delle mwaiuFerrovie del Sud Est.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 settembre 1983 | dicembre 1983 | Antonio Cavallo | DC | Sindaco | Dc-Pci-Psi-Pri-Psdi [ 19 ] |
| 1 marzo 1984 | 7 settembre 1984 | dott. Nicola Prete | | Commissario prefettizio | [ 19 ] |
| 7 settembre 1984 | 1985 | Mario Stefano | DC | Sindaco | Dc-Pci-Psi-Pri- [ 19 ] |
| 1985 | 1989 | Antonio Cavallo | DC | Sindaco | Scadenza naturale del mandato [ 19 ] |
| 1989 | 1991 | Rocco Gnoni | DC | Sindaco | Mozione sfiducia costruttiva |
| 1991 | 1992 | Vera Manco | PSI | Sindaco | Mozione sfiducia costruttiva |
| 1992 | 1994 | Angelo Rizzello | DC | Sindaco | Scadenza naturale del mandato |
| 1994 | 1996 | Luigi Nicola Fiorito | Sindaco | PPI | Dimissioni del consiglio |
| 6 settembre 1996 | 18 novembre 1996 | Beniamino Margiotta | | Commissario Prefettizio | Cessazione commissario |
| 1996 | 1999 | Rocco Stradiotti | Sindaco | Lista Civica di Centro Sinistra | Dimissioni del consiglio |
| 9 dicembre 1999 | 10 gennaio 2000 | Giuseppe Romeo | | Commissario Prefettizio | Cessazione commissario |
| 10 gennaio 2000 | 17 aprile 2000 | Giuseppe Romeo | | Commissario Straordinario | Cessazione commissario |
| 17 aprile 2000 | 4 aprile 2005 | Luigi Nicola Fiorito | Sindaco | Centro Sinistra | Scadenza naturale del mandato |
| 5 aprile 2005 | 2009 | Luigi Nicola Fiorito | Sindaco | lista civica | Cessazione dalla carica di Sindaco |
| 9 dicembre 2009 | 10 gennaio 2010 | Monica Perna | | Commissario Prefettizio | Cessazione commissario |
| 2010 | 2011 | Carlo Russo | centrodestra | Sindaco | Dimissioni della metà più uno dei consiglieri |
| 2011 | 2012 | Valeria Pastorelli | | Commissario Straordinario | |
| 2012 | 2017 | Carlo Russo | centrodestra | Sindaco | |
| 12 giugno 2017 | 2025 | Antonio Rocco Cavallo | centrodestra | Sindaco | Dimesso al fine di far cessare le esigenze cautelari e richiedere la scarcerazione |
| 19 marzo 2025 | In Carica | Claudio Sergi | | Commissario Prefettizio | |
Sport
Pallavolo
La locale società di pallavolo è la mwajsMB Volley Ruffano: la prima squadra maschile milita nel campionato nazionale di Serie Bcite-ref-20[20], mentre il team femminile nel campionato regionale di Serie Dcite-ref-21[21]. Le partite sono disputate nel palazzetto comunale intitolato alla memoria di Marcello Bisanticite-ref-22[22].
Calcio
La squadra di calcio della città è lmwako A.S.D. Ruffano Calcio che milita nel Girone B Puglia di Promozione.
Colori sociali: Granata.
Note
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamumwamymwamcTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwamgmwamkPDF), in mwamociterefmwamsLeggemwamw mwam026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwam4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwam8 151. mwanaURL consultato il 25 aprile 2012 mwane(archiviato dall'mwaniurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-1515. ↑ Template:Cita titolo
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cite-note-1717. ↑ mwauamwauemwauiDati Istat, su mwaumdemo.istat.it.
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cite-note-2121. ↑ mwav4mwav8mwawaFIPAV - Comitato Regionale Puglia, su mwaweFIPAV Puglia.
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Bibliografia
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• D. De Lorenzis, mwazcIl potere “sovrastante”: passaggi pensili in Terra d'Otranto tra Sei e Settecento, in mwazgLa Festa delle Arti. Scritti in onore di Marcello Fagiolo per cinquant'anni di studi, a cura di V. Cazzato, S. Roberto, M. Bevilacqua, Gangemi Editore, Roma 2014, pp.mwazk 200–206.
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Collegamenti esterni
• mwaz4Sito del Comune, su comune.ruffano.le.it.
• mwa0aSito della Pro Loco, su prolocoruffano.com. URL consultato il 9 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2010).
• mwa0iChiesa Madre Ruffano, su chiesamadreruffano.com.